Hai paura?

Mi chiamo Marina. Ho passato un bel po' di tempo a chiedermi cosa dovrei scrivere qui, e sono arrivata alla conclusione che non importa davvero chi sono, hai il mio blog. Che, te lo assicuro, è la parte più sincera di me che avresti mai la possibilità di conoscere.

Ormai non so neanche se mi importi. Forse è tutto finito. Forse non ho bisogno di niente, e forse la vita non è altro che questo. Forse la felicità non esiste neanche. Oppure mi sono soltanto abituata, e ho posato su tutto ciò uno spesso velo di indifferenza.

“Rebloggate scrivendo come vi sentite.”

—   

(via sorrisidisperati)

una merda

(via sigaretteebirre)

Una vera merda

(via estatoilgatto)

Una vera nullità.

(via fakesmileseverymoment)

una merda presa sotto da una camion.

(via sorrisofalsodiunaragazza)

sola, triste, uno schifo. inutile.

(via momentsasfj)

sola.

(via emotionsocean)

Orrenda, grassa, inutile, stupida, deludente.

(via londonio-ventotto)

Inutile e sola.

(via not-eenough)

Sola, noiosa, stanca.

(via vorreicredereinme)

incompresa.

(via attimidite)

Una merda sola.

Sola, inutile, stanca.

(via soafraidtofallinlove)

Con le orecchie

(via vento-gelido)

'na merda

(via sbiadivo)

In ansia

(via overdosediansie)

e a chi importa?

(via nonsentitaabbastanza)

nulla..

(via crazy-italian-potato)

Ho un groppo allo stomaco e faccio fatica a respirare per la paura…

(via unlibrolettoepoibruciato)

Uno schifo che più schifo non si puó.

(via fermateilmondo-voglioscendere)

Presa in giro.

(via arriverailtramontodellamiavita)

Voglio lei.

(via emyrandi)

Non lo so

(via philophobia7)

Inutile.

(via blogsaveme)

Male da morire

(via lasciamiaffogarenellemiepaure)

bella, felice, amata.

(via iamnotimportant)

uno schifo,sempre triste, inutile per tutti.

(via 1080kmlontanodaltuosguardo)

Sola,fottutamente sola.

(via asiahope)

non sento niente.

(via asiahope)

swei:

tiit:

what the hell is going on here

i swear to god if this was me i would cry 

swei:

tiit:

what the hell is going on here

i swear to god if this was me i would cry 

(via tired-always)

“Perché mi dite di smettere di comportarmi così? Così… timidamente?
Perché mi dite di uscire con la gente, mi costringete, quasi, quando so che non potrei in nessun modo piacere a qualcuno?
Sto sempre zitta, cammino guardando il pavimento, le mie risposte sono monosillabiche, sono costantemente stanca e annoiata. E timida. Timida, perché non so mai come fare, e per qualche motivo sbaglio in continuazione. Timida, non senza ragione. Timida, perché non dovrei stare in giro con persone, io. Timida, perché sono un po’ un casino. Una come me fa bene a essere timida, capite? Non è per essere carine e coccolose o cazzate simili, io sono timida perché la gente con me non ci vuole stare, e fa bene.
Per piacere, o sei bella, o sei interessante. Io, per qualche motivo, non ho nessuna di queste caratteristiche. Quindi è meglio se sto da sola, qui. Oppure con gente come me. Sempre che a loro vada bene.”

—   Marina Puglisi

(Fonte: thatconfusedsoulinthoseemptyeyes)

“Mi faccio una promessa:
Nessuno dovrà più sapere come sto, se sto bene, se sto male.
Se i tagli fanno male ancora, o se si sono cicatrizzati.
Se i miei pensieri suicidi si presentano di più, o di meno.
Se ce la faccio o se non ce la faccio.
Ho deciso di tenermi dentro tutto.
Di sorridere fingendo una volta per tutte.
Perché devo farcela, da sola.
E poi se scoppierò, lo farò in camera mia, magari con le cuffie nelle orecchie, urlando ma senza nessuno che potrà sentirmi.
Perché devo essere forte.”

(Fonte: susunbiseydicem, via arigamze)

“Forse, per star bene, dovremmo davvero soltanto volerlo, e impegnarci per un po’. Sforzandoci di sorridere, di apparire felici agli altri, buttando le lamette, anche le sigarette, lasciando la bilancia in una scatola in soffitta. Forse dovremmo guardarci allo specchio e metterci a contare prima tutto ciò che non ci appare un difetto, poi tutto ciò che potrebbe essere addirittura bello. Dovremmo indossare un vestito scelto con cura, truccarci, uscire anche se non ne abbiamo voglia, impegnarci a stare con le persone (non importa quali persone, l’importante è che sia qualcuno) anche se non ci piacciono, e quelle proprio inadatte mandarle a fanculo e pensare ad altro. Forse dovremmo ripeterci ogni giorno che andrà tutto bene, che noi andiamo bene, che siamo tutti sul campo di battaglia, c’è chi aspetta seduto a terra di venire ucciso e chi combatte. Forse dovremmo ripeterci che nessuno si aspetta la perfezione da noi. Dovremmo ricordare che ci sono tante cose da fare, da vedere, e che dobbiamo provarle tutte, prima di morire. Forse dovremmo cominciare da adesso, forse proprio io dovrei cominciare da adesso, invece di scrivere questo post. Cominciare a dire ‘io sono felice’, perché la felicità la starei cercando, e sarei sicura di trovarla. Forse dovremmo conoscere gente nuova per circondarci di coloro che possono aiutare, e partecipare a tutte le attività che vengono proposte, con ottimismo, perché saremmo persone fantastiche, e non dovremmo temer nulla. Forse dovremmo smettere di confrontarci con gli altri, e guardare soltanto noi, tentando di essere sempre più belli, più simpatici, e più veri. E se non ci riuscissimo, non importerebbe comunque. Forse dovremmo dare un senso a questa vita. Forse dovremmo assalirla, senza aver paura.”

—   Marina Puglisi

(Fonte: thatconfusedsoulinthoseemptyeyes)

“La cosa più preziosa che puoi ricevere da chi ami è il suo tempo.
Non sono le parole, non sono il fiori, i regali.
E’ il tempo.
Perché quello non torna indietro,
e quello che ha dato a te è solo tuo,
non importa se è stata un’ora o una vita.”

—   David Grossman. (via tuprendimilemani)

(Fonte: dreams-in-my-sky, via tuprendimilemani)

“Qualcuno diceva “Com’è bella quella ragazza” e tu stavi lì, in un angolino, lo sguardo verso il basso, l’espressione triste. Non era invidia. Erano complessi d’inferiorità. Nella tua mente la frase si era trasformata: Lei è bella, tu no. Ogni complimento fatto a un’altra ragazza diventava una piccola sofferenza. Allora ti guardavo e ti dicevo “sei bellissima”. Tu non mi guardavi e facevi un sorriso triste. “Lo dici solo per consolarmi”. Non ci credevi mai, e io mi arrabbiavo. Pensavo non ti bastasse essere bella per me. Mi sbagliavo, perchè quando ho smesso di dirtelo, tu hai smesso di mangiare. Ti prendevo in giro, dicevo “sei la ragazza col polso più piccolo del mondo”. Poi un giorno mi sono accorto che quel polso era davvero troppo sottile. Mi sono accorto che se ti passavo la mano tra i capelli me ne restava sempre qualcuno tra le dita. Mi sono accorto che la tua pelle sembrava trasparente e si vedevano tutte le vene. Mi sono accorto che anche il più piccolo urto ti procurava un livido. Mi sono accorto del 43 sulla bilancia e volevo sprofondare. Ho visto come gli altri ti sforzavano di mangiare, ti aggredivano quasi, il tuo sguardo perso, sembrava che non mangiavi apposta per fargli un dispetto.
“Ti cadono i Jeans. Forse hai preso una taglia troppo grande..”
“Sono una 38. Mi fa male la schiena. Faccio fatica a fare qualsiasi cosa.”
Ti contavo le costole senza problemi, le clavicole fin troppo sporgenti, spigoli di ossa ovunque. Occhiaie troppo profonde, unghie che si spezzavano. Un 40 su quella bilancia e i tuoi occhi che urlavano: salvami. “Sei bellissima” e quella volta hai pianto. Ho raccolto il mio coraggio, ripetendomi che si poteva ancora fare qualcosa. Mi sono impegnato. Ho giurato a me stesso che non ti avrei mai sforzata. Ho preparato un piatto grande, ti ho detto ” questo è per noi due, mangiamo assieme”. E forse quel cibo condiviso ti sembrava più buono e hai mangiato un poco.
“Stasera andiamo a mangiare la pizza?”
“Domattina ci prendiamo un gelato?”
“Mangiamo le patatine sulla spiaggia?”
” Cuciniamo un dolce assieme?”
Sembravano stupidaggini, ma tu mangiavi di più. Sorridevi di più. Ti sei lasciata salvare. Non è stato facile, sono passati due anni e la bilancia ora segna 45. Ancora lotti, ancora c’è il pericolo di sfiorare quell’orrenda malattia. Anoressia. Ma io so che siamo più forti noi. Che alla fine quello di cui avevi bisogno era solo una persona che si prendeva cura di te, e ti amava nonostante tutto. E ho capito che certe guerre possono essere vinte, se le si combatte assieme.”